Bio

Il cambiamento e le nuove sfide hanno da sempre caratterizzato la mia vita. Infatti, dopo aver vinto un concorso al Ministero dell’Interno e aver trascorso lì tre anni, mi resi conto che desideravo qualcosa di diverso, per cui appena conseguita la Laurea in Economia, con professori del calibro di Federico Caffè, Pellegrino Capaldo e Piercarlo Padoan, la passione per la finanza mi spinse ad abbracciare una professione che in quegli anni prendeva il via, quella di Consulente Finanziario. Era il 1986. Da lì a pochi mesi mi ritrovai a Milano a lavorare con un agente di cambio, vivendo in diretta il primo shock finanziario dell’era moderna (novembre 1987), momenti drammatici ma paradossalmente anche entusiasmanti per chi come me approcciava il mestiere. Non avevo più dubbi, quella sarebbe stata la mia strada. Ma il sogno durò poco, la legge sulle Sim comportò la scomparsa della professione che mi stavo cucendo addosso con cura e passione.
Costretto a rivedere i miei piani, non li accantonai del tutto. Sentii la necessità di condividere l’esperienza maturata e mi diedi all’insegnamento, esperienza utilissima che mi permise di apprendere l’arte di saper ascoltare e comprendere. Ma, come si suol dire, al cuore non si comanda, e riabbracciai la professione di Consulente in Sanpaolo Invest, dove già in quegli anni, era il 1994, si parlava di pianificazione finanziaria e dei bisogni delle persone. Non esisteva ancora il multi-brand e, soprattutto, le soluzioni proposte prevedevano solo strumenti di risparmio gestito, condizione questa alquanto stringente e non coerente con il concetto di "Consulenza". 
Optai allora per un'altra scelta, altrettanto coraggiosa: accettai la proposta di una Banca innovativa, dinamica, antesignana del digitale, con la possibilità di utilizzare tutti gli asset finanziari (amministrato, gestito, assicurativo) per fornire soluzioni su misura delle diverse esigenze dei risparmiatori, Banca del Salento.
Ho creduto in quel progetto e sono rimasto nel gruppo, attraversando le sue varie evoluzioni. L’ultima nel 2014, Widiba, la rivoluzionaria Digital Bank che ha rotto gli schemi e si è proposta al mercato con un nuovo modello organizzativo, combinando la tecnologia digitale con la sapienza e la competenza dell’essere umano, il Consulente Finanziario appunto.
Cambiamenti e decisioni, prese sempre con il fine di migliorare e dare un servizio coerente che fosse al passo con i tempi e accontentasse le nuove esigenze, nel tentativo umile di non fermarmi all’hic et nunc, ma guardare oltre. 
Agli italiani interessa solo il rendimento e noi ci siamo adeguati passando da logiche di vendita di  prodotto a quelle dell’asset allocation, tralasciando di fare education ai nostri clienti, per far loro comprendere che investire significa pianificare, tenere sotto controllo il conto economico, pensare al futuro della famiglia, considerare il patrimonio nella sua globalità.
L'idea del Consulente ancorato alla vendita e al rendimento è anacronistica, la professione si è evoluta e va di pari passo col cambiamento. Il cliente stesso è già cambiato. L’avvento dei Millennials, sempre connessi e in grado di alfabetizzarsi in autonomia, ha messo il Consulente contemporaneo e quello del futuro nella condizione di essere più sensibile  a determinati argomenti quali  la protezione, la gestione e la valorizzazione del patrimonio, con competenze e capacità relazionali maggiori. 
Ecco perché, sempre di più, il Consulente diventa centrale rispetto alla Banca che rappresenta. La Banca stessa cambia pelle e diventa un mezzo, un Hub che risponde alle  nuove esigenze, mette a disposizione di Consulenti e clienti strumenti digitali evoluti (Roboadvisor e RoboInvesting) e dispone di una cintura di servizi interni ed esterni in vari ambiti della gestione del patrimonio per dare risposta alle nuove esigenze. 
Alla luce di ciò, io ho scelto Widiba. Una Banca attenta al cambiamento, contemporanea ma con uno sguardo al futuro, una Banca che riesce a dare risalto al Consulente senza disintermediarlo, ma accompagnandolo.
Oggi che ricopro il ruolo di National Recruiting Manager, credo sia importante per i colleghi che incontro capire che tipo di professionista si vuole diventare e qual è il luogo che ti consente di farlo al meglio.
"Scegliere e non essere scelti", questo è l'augurio che rivolgo a tutti coloro che svolgono la meravigliosa professione di Consulente Finanziario: incontriamoci! Felice di essere utile a realizzare i vostri sogni.

Certificazioni


Le certificazioni Efa e EFP sono rilasciate da Efpa Italia, una Fondazione affiliata ad EFPA, European Financial Planning Association che intende promuovere ed affermare in Europa le figure professionali di EFA European Financial Advisor™ ed EFP European Financial Planner, puntando a una riconosciuta qualità nelle competenze acquisite e all'eticità nei comportamenti dei propri Professionisti Certificati. Per diventare Professionista Certificato EFA o Certificato EFP occorre sostenere l'apposito esame organizzato da EFPA Italia.


La certificazione ISO-WISE apre le porte a un processo di pianificazione finanziaria, economica e patrimoniale personale certificata secondo lo standard UNI-ISO (UNI TS 11348:2010). Un impegnativo percorso di formazione e l’esame finale con un ente esterno e indipendente sanciscono la certificazione delle competenze del Consulente (UNI ISO 22222:2008).

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